• Edoardo Perissinotto

Non-autosufficienza: scenario, welfare, soluzioni



Sono definite non-autosufficienti le persone che necessitano di assistenza nelle attività basilari della vita quotidiana, indipendentemente dal motivo – a seguito di una malattia o un infortunio -, o una condizione legata all’età.


L’Italia è senza dubbio uno dei Paesi più longevi al mondo: il risultato è che nella fascia over-65, otto persone su dieci soffrono di almeno una patologia cronica.

Vivere di più, però, non significa vivere meglio.


L’assistenza da parte dello Stato a sostegno dei soggetti non-autosufficienti ed alle famiglie è delegata a realtà locali, comunali, e regionali.


Lo Stato presenta evidenti difficoltà nell’incrementare la spesa dedicata al welfare, difficoltà acuita ulteriormente dallo scenario sanitario che ci coinvolge. Da sola, la spesa per le indennità di accompagnamento pesa per oltre undici miliardi di euro all’anno, che diventano oltre quindici miliardi con le prestazioni nelle RSA. Con il PNRR, saranno destinati soltanto tre miliardi a rilanciare l’assistenza.

Anche il caposaldo del welfare familiare si sta però indebolendo: pensiamo alla riduzione dei nuclei familiari, la difficoltà nel conciliare vita privata e lavoro, la pressione dei costi sanitari a carico delle famiglie.


Il contributo assicurativo è fondamentale per ripartire il rischio economico e alleviare la pressione sui nuclei familiari. Dal 2014, lo Stato incentiva la sottoscrizione delle nuove polizze Long Term Care per fronteggiare il rischio di non-autosufficienza con importanti agevolazioni fiscali. Le polizze LTC prevedono il pagamento di un premio, calcolato sull’età dell’assicurato, per un periodo definito nel tempo, garantendo un indennizzo sotto forma di rendita vitalizia per tutta la vita dell’assicurato dal momento del verificarsi dell’evento.

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